PRINCIPI DI BILANCIATURA
Lo squilibro statico (U, [g.mm]) determina una differenza di posizione (e, [mm]) tra il centro di gravità e l’asse di rotazione del portautensile.
Questo squilibrio genera una forza centrifuga che ha effetti negativi, sia sulla macchina utensile, sia sugli utensili stessi.
| U = e x Mportautensile |
Dove : U = squilibrio statico in gr/mm |
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F = U x ω2 x 10-6 |
Dove : F = forza [N] |
Lo squilibrio viene compensato mediante l’aggiunta o la rimozione della massa.
Lo squilibrio dinamico comporta una differenza di posizione tra l’asse principale e l’asse di rotazione che genera vibrazioni dannose.
La normativa ISO1940 (relativa alla bilanciatura) determina lo squilibrio ammissibile (U,[g.mm]) calcolabile come:
|
Uamm: |
Dove : G = grado di equilibratura [mm/s] M = massa [Kg] n= velocità di rotazione [giri/min] |
VANTAGGI DELLA BILANCIATURA
• Vibrazioni ridotte durante le lavorazioni.
• Migliore rugosità del pezzo lavorato.
• Aumento della vita dell’inserto, punta o fresa
Bilanciando il portautensile si avrà una maggior stabilità durante la lavorazione, grazie alla corretta distribuzione del peso.
Questa è la motivazione per la quale preferiamo bilanciare i nostri portautensili.
Nel grafico riportato, viene indicata la modalità di rilevamento del valore e.
Sull’asse X è espressa la velocità di rotazione del mandrino, indicata con n.
Sull’asse Y è indicato lo sbilanciamento specifico residuo ammissibile, e per g.mm/kg.
Il grafico si utilizza nella seguente modalità:
1 . Selezionare, sull’asse X, il numero di giri che il vostro mandrino dovrà utilizzare durante la lavorazione.
Esempio: 3000 r/min
2. Con una linea retta, salire in verticale nel grafico, fino ad intersecare una delle rette oblique indicanti il grado di tolleranza desiderato.
Solitamente le tolleranze più utilizzate sono G6,3 e G2,5 nell’esempio riportato è stata selezionata la tolleranza G2,5.
3. Dal punto di intersezione tra la retta verticale e quella obliqua, tracciare una retta orizzontale e rilevare il valore riportato sull’asse Y.
4 . Moltiplicare il valore riscontrato sull’asse Y per il peso del mandrino in Kg.
5. Il risultato è lo squilibrio ammissibile per il vostro mandrino e per la vostra lavorazione.